Una settimana per tornare a fidarci e scegliere la vita
Nel Vangelo di questa domenica i discepoli fanno un’esperienza che somiglia molto alla nostra.
Sono con Gesù, eppure la tempesta arriva lo stesso. Le onde salgono, la barca si riempie d’acqua, la paura prende il sopravvento. Gesù dorme, e questo li spiazza. Così lo svegliano con un grido che non è solo paura, ma anche fede:
«Salvaci, Signore, siamo perduti!»
Quante volte anche noi ci sentiamo così: stanchi, agitati, con il cuore in tempesta. A volte pensiamo che Dio non veda, non senta, non intervenga. Ma il Vangelo ci dice una cosa decisiva:
Gesù è sulla barca. Non è assente, non ci ha abbandonati. Quando si alza e comanda al mare, torna la calma. E i discepoli, stupiti, si chiedono:
«Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?»
Questa domanda è anche la nostra, e oggi risuona in modo speciale nella Giornata per la Vita. Ogni vita, anche quella fragile, ferita o spaventata, è preziosa agli occhi di Dio. Anche quando attraversa tempeste, non è mai abbandonata. Scegliere la vita significa fidarsi che il Signore è più forte di ogni paura. La settimana che ci attende ci aiuta a rendere concreta questa fiducia. Con la Candelora accoglieremo una luce: Cristo che entra nelle nostre notti e ci ricorda che non siamo soli. Con San Biagio affideremo a Dio la nostra vita concreta, il corpo, la salute, le persone che amiamo. Con l’adorazione eucaristica del primo giovedì del mese, dalle 17.30 alle 21.30, ci fermeremo davanti a Gesù presente: nel silenzio, impareremo a consegnargli le nostre tempeste e a lasciarci custodire. Non è solo una settimana piena di appuntamenti. È un cammino per rimettere Gesù al centro, per scegliere la vita e per lasciarci condurre da Lui verso la bonaccia.
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