In un tempo segnato da forti preoccupazioni per le guerre e le violenze che attraversano il mondo,la Parola di Dio ci riporta all’essenziale: la fede nasce da un incontro che apre alla vita e alla pace.
Negli Atti degli Apostoli, a Èfeso, alcuni discepoli vivono ancora una fede incompleta, quasi sospesa. L’arrivo di Paolo diventa un passaggio decisivo: lo Spirito Santo si manifesta e quella piccola comunità si apre a una vita nuova. È il segno che il Vangelo non è mai fermo, ma continua a generare novità e a creare comunione.
Nel Vangelo, Giovanni il Battista indica Gesù senza esitazioni: “Ecco l’Agnello di Dio”. In un mondo segnato da tensioni e contrapposizioni, il suo gesto è sorprendentemente attuale: spostare lo sguardo da sé stessi a Cristo, unica vera sorgente di pace.
In questo orizzonte si inserisce anche il viaggio del Papa in Africa, segno concreto di una Chiesa che desidera stare accanto ai popoli, condividere le loro speranze e sofferenze, e portare una parola di riconciliazione dove le ferite sono più profonde. È un richiamo forte a non rassegnarsi alla logica della violenza, ma a credere nella possibilità di cammini nuovi di fraternità.
Anche oggi il “passaparola” della fede continua così: attraverso chi indica Cristo, attraverso chi si lascia guidare dallo Spirito, attraverso chi sceglie di costruire ponti invece che muri. In mezzo alle paure del nostro tempo, il Vangelo resta una parola che apre alla speranza e alla pace.
Don Norberto
