La Pasqua arriva quest’anno in un tempo inquieto. Basta guardarsi attorno: le immagini della guerra, la violenza che attraversa il mondo, le tensioni tra i popoli, ma anche le fatiche più silenziose che abitano le nostre case e le nostre famiglie. A volte sembra che la paura e l’incertezza abbiano più voce della speranza.
Ed è proprio dentro questo tempo che la Pasqua risuona con tutta la sua forza. I cristiani non celebrano semplicemente il ricordo di un evento lontano, ma l’annuncio di una vita che ha vinto la morte. Cristo risorto ci ricorda che il male non è l’ultima parola sulla storia e che anche nelle notti più buie Dio continua a far germogliare la vita.
Per me questa Pasqua ha anche un significato personale particolare: è la prima che vivo qui a Rho, nella comunità di San Vittore. In questi mesi ho iniziato a conoscere volti, storie, famiglie, cammini di fede che da tempo danno vita a questa comunità. E ho potuto vedere quanto bene silenzioso, quanta generosità e quanta dedizione abitino la nostra parrocchia.
La Pasqua allora diventa anche l’inizio di un cammino condiviso. Il Risorto non ci promette una vita senza difficoltà, ma una presenza che non ci abbandona mai. È questa presenza che rende possibile la fiducia, che riaccende la speranza, che ci aiuta a guardare avanti anche quando il mondo sembra smarrire la strada.
In un tempo segnato da tante paure, abbiamo bisogno proprio di questo: uomini e donne che credano che la vita può rinascere, che la pace è possibile, che il bene — anche quando è nascosto — continua a lavorare nella storia.
A tutti voi, alle famiglie, ai bambini, ai giovani, agli anziani, a chi vive giorni sereni e a chi attraversa momenti di fatica, giungano i nostri più sinceri auguri di Pasqua.
Noi sacerdoti della comunità di San Vittore in Rho vi auguriamo che la luce del Signore risorto entri nelle vostre case, doni pace ai vostri cuori e renda tutti noi più capaci di speranza.
Buona e santa Pasqua.
