C’è un’immagine sorprendente nella prima lettura di questa domenica: Mosè vede un roveto che brucia, ma non si consuma. Un fuoco vivo, intenso, capace di ardere senza distruggere.
Forse è una delle immagini più belle di Dio.
Nella festa della Santissima Trinità non celebriamo una formula difficile del catechismo, ma un mistero molto concreto: Dio non è solitudine, Dio è relazione. Padre, Figlio e Spirito Santo: un amore così forte da essere unità senza cancellare la differenza, comunione senza confusione, dono reciproco senza fine.
E quel roveto che arde senza consumarsi può diventare anche un’immagine del matrimonio.
In questa domenica, mentre celebriamo gli anniversari di matrimonio, guardiamo con gratitudine tante storie d’amore che hanno attraversato gli anni. Amori veri, non perfetti. Amori che hanno conosciuto gioie e fatiche, incomprensioni e riconciliazioni, salute e malattia, entusiasmi e stagioni più difficili.
Eppure sono ancora qui.
Come è possibile che un amore duri? Come fa a non consumarsi?
La risposta della fede è semplice e profonda: perché non vive soltanto delle forze degli sposi. Dentro l’amore umano, quando ci si affida davvero, abita un Altro.
Nel roveto Dio dice a Mosè il suo nome: «Io sono». Non un Dio lontano, ma un Dio presente. Un Dio che vede, ascolta, accompagna: «Ho osservato la miseria del mio popolo… conosco le sue sofferenze… io sarò con te».
Forse il segreto dei matrimoni che durano non è che non abbiano mai attraversato il deserto, ma che nel deserto abbiano scoperto di non essere soli.
Per questo la festa degli anniversari non è soltanto una ricorrenza privata. È una testimonianza per tutta la comunità. In un tempo in cui tutto sembra fragile e sostituibile, vedere coppie che continuano a camminare insieme dice una parola di speranza. Dice che l’amore fedele esiste. Dice che il fuoco può ancora ardere senza consumarsi.
Alla fine, forse, la Trinità ci insegna proprio questo: amare non significa trattenere per sé, ma fare spazio all’altro; non significa evitare la fatica, ma attraversarla insieme; non significa non cambiare mai, ma restare fedeli dentro il cambiamento.
Auguri allora a tutte le coppie che celebrano un anniversario: possiate continuare a custodire quel fuoco che, anno dopo anno, ancora arde. E grazie, perché con la vostra vita ci ricordate che l’amore, quando lascia entrare Dio, può diventare sorprendentemente tenace.
Don Norberto

