San Vittore, una Fede che sta in piedi

La nostra comunità vive in questi giorni la festa patronale di San Vittore, un appuntamento che ogni anno ci richiama all’essenziale: riconoscerci parte di una storia di fede che continua, costruita nel tempo da tanti volti e resa viva oggi dalla presenza di ciascuno.

Sono giorni di festa, di preghiera e di incontro. Attorno all’altare e nelle occasioni condivise, riscopriamo la gioia semplice dello stare insieme, non come spettatori ma come parte viva di un popolo. La memoria di San Vittore non è solo un ricordo del passato: è una presenza che interpella il nostro presente e ci provoca a vivere con coraggio e verità.

Guardando a lui, impariamo cosa significa tenere la “schiena diritta”: non piegarsi al male, ma anche non ripiegarsi su se stessi. In un tempo in cui è facile adattarsi e smussare ciò che è scomodo, la sua testimonianza ci richiama a una fede limpida, capace di stare in piedi, di dire la verità con carità, di non vergognarsi del Vangelo.

Questa festa è anche occasione di gratitudine. Ricordiamo i sacerdoti e i laici benefattori, vivi e defunti, che nei secoli hanno costruito e sostenuto la nostra comunità: senza di loro non saremmo qui. Il loro bene continua a portare frutto e ci affida una responsabilità: custodire e far crescere ciò che abbiamo ricevuto.

In questi giorni affidiamo al Signore anche le nostre famiglie, e in modo particolare le mamme, nel giorno a loro dedicato: presenza silenziosa e preziosa, spesso nascosta ma decisiva, capace di custodire la vita e di trasmettere il bene.

La festa patronale non è solo un evento da vivere, ma un invito da accogliere: riscoprire ciò che ci unisce, lasciarci rinnovare dallo Spirito, ritrovare il senso del nostro cammino insieme.
Una comunità vive davvero quando ciascuno si sente parte, chiamato e atteso.

La festa è già iniziata. E ciascuno di noi ne è parte.

Don Norberto

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