La folla cerca Gesù. Attraversa il lago, sale sulle barche, arriva a Cafarnao. Apparentemente è una bella immagine della fede: persone che si mettono in cammino per incontrare il Signore. Ma Gesù non si accontenta di essere cercato. Vuole sapere perché lo cercano: «Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati». È una parola che riguarda anche noi.
Perché cerchiamo Gesù? Che cosa ci aspettiamo dalla fede?
Possiamo cercare Dio quando abbiamo bisogno di qualcosa: una risposta, una consolazione, un aiuto. E non c’è nulla di sbagliato. Anche il bisogno può essere una porta verso la fede. Ma Gesù ci chiede di andare oltre: non cercarlo soltanto per ciò che può darci, ma cercare Lui. È una domanda molto attuale. Viviamo in una società che ci abitua a valutare quasi tutto in base all’utilità: che cosa mi dà? Mi serve? Che vantaggio ne ricavo? Anche il tempo, le relazioni e talvolta persino la fede rischiano di essere misurati così. Gesù dice: «Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna». Il problema non è il pane. Il problema è pensare che il pane basti. Abbiamo bisogno di molte cose concrete: di affetti, di lavoro, di sicurezza, di salute, di amicizia. Ma sappiamo che nessuna di queste realtà, da sola, riesce a colmare definitivamente la nostra vita. Raggiunto un obiettivo, ne nasce un altro; ottenuto qualcosa, ricominciamo a desiderare.
C’è dentro di noi una fame più profonda.
E Gesù non la considera un difetto. La prende sul serio e dice: «Io sono il pane della vita». La risposta cristiana alla nostra inquietudine non è una tecnica per stare meglio. È una persona. Credere significa riconoscere in Gesù qualcuno di cui ci si può fidare, qualcuno sul quale appoggiare la propria vita. Forse è proprio questa la domanda che il Vangelo ci consegna: che cosa stiamo cercando davvero? Soltanto ciò che ci fa stare bene, ciò che ci gratifica, ciò che passa? Oppure qualcosa che rimanga?
La folla dice a Gesù: «Signore, dacci sempre questo pane».
Potrebbe essere anche la nostra preghiera: Signore, non lasciarmi vivere soltanto di ciò che passa. Dammi qualcosa che rimanga. Perché alla fine la questione non è quanto pane abbiamo avuto nella vita, ma di che cosa abbiamo nutrito la nostra vita.
Buona domenica!
Don Norberto
