Ricominciare da una domanda

A settembre ricominciamo. Ricomincia la scuola, ripartono gli impegni, il catechismo, l’oratorio, il lavoro, gli incontri. Tornano i calendari, le riunioni, le cose da fare.

Ma il Vangelo di questa domenica ci suggerisce una domanda più seria: da dove ricominciamo davvero?

Gesù si trova in un luogo solitario a pregare. E proprio lì, lontano dal rumore delle folle, domanda ai suoi discepoli: «Le folle, chi dicono che io sia?». Poi stringe la domanda: «Ma voi, chi dite che io sia?».

È una domanda che non possiamo evitare nemmeno noi, all’inizio di un nuovo anno.

Perché si può ricominciare facendo tante cose e, dentro, non ricominciare affatto. Si può riprendere tutto come prima, con le stesse abitudini, le stesse preoccupazioni, le stesse stanchezze. Oppure si può ricominciare davvero, se c’è qualcosa che rimette in ordine il cuore.

Per Pietro questa cosa ha un nome: Gesù. «Tu sei il Cristo di Dio».

E tuttavia Gesù non nasconde a Pietro che seguirlo non significa scegliere una strada facile. Subito dopo aver ascoltato la sua professione di fede, i discepoli sentono parlare di rifiuto, sofferenza e croce. La fede non è la promessa che tutto andrà bene. È la certezza che, anche quando la strada diventa difficile, non la percorriamo da soli.

Forse è questo il modo cristiano di ricominciare.

Non chiedersi anzitutto: che cosa devo fare quest’anno? Ma: con chi voglio camminare? A chi affido quello che ricomincia? Chi è Gesù per me?

È una domanda particolarmente importante per i ragazzi e i giovani che tornano a scuola. Davanti a un anno nuovo, con le sue attese e le sue paure, hanno bisogno non soltanto di obiettivi, ma di qualcuno che mostri loro che la vita ha una direzione e che vale la pena mettersi in cammino.

E riguarda anche le nostre comunità. L’Arcivescovo Delpini, nella proposta pastorale di quest’anno, ci invita a una Chiesa capace di irradiare la gioia del Vangelo. Non una gioia costruita artificialmente, ma quella che nasce dall’aver incontrato Cristo e dall’imparare a camminare insieme.

Allora possiamo augurarci un buon inizio d’anno non semplicemente perché tutto riparta, ma perché ripartiamo da ciò che conta.

Da quella domanda di Gesù, che ogni tanto abbiamo bisogno di sentirci rivolgere personalmente: «Ma tu, chi dici che io sia?»

Forse è proprio da lì che può cominciare qualcosa di nuovo.

Buon cammino a tutti.

 Don Norberto

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