L’8º centenario della morte di san Francesco ci invita a ricordare non solo ciò che Francesco ha fatto, ma ciò che può ancora dire alla nostra vita.Le letture di oggi ci parlano di spoliazione, libertà e fiducia. Giobbe perde tutto e, nella sua sofferenza, riconosce una verità essenziale: non siamo proprietari della vita. Anche Francesco ha compiuto un cammino di spoliazione, lasciando denaro, ambizioni e prestigio non per disprezzare la vita, ma per imparare a riceverla come un dono.
È un messaggio ancora attuale. Viviamo spesso pensando di dover possedere, ottenere, avere successo e riconoscimento. Francesco ci ricorda invece che una persona non coincide con ciò che possiede o riesce a raggiungere. La vita non è qualcosa da possedere, ma da ricevere e da restituire. Anche il Vangelo ci invita a cambiare prospettiva. Il servo dice: «Abbiamo fatto quanto dovevamo fare». La fede non è un contratto con Dio e il bene non si compie per accumulare meriti o ricevere applausi. Si fa il bene perché abbiamo ricevuto una vita e abbiamo incontrato un bene che vale la pena vivere. Per Francesco questa scoperta diventa libertà, semplicità e fraternità: l’altro non è un concorrente, ma una persona affidata alla nostra responsabilità.
San Paolo ci ricorda poi la necessità della perseveranza. La vita cristiana non è fatta solo di entusiasmo, ma anche di fedeltà, di ricominciamenti e di fiducia nei momenti difficili. Francesco stesso non è diventato santo in un giorno: la sua è stata una storia di ricerca, cambiamenti e scelte maturate nel tempo. Oggi, i ragazzi di prima media ricevono la Cresima. È bello che siano al centro della comunità proprio in questo giorno dedicato a Francesco. La Cresima offre il dono dello Spirito Santo, non una risposta già pronta per tutta la vita. La vita ci affida capacità, opportunità e fragilità diverse: non possiamo controllare tutto, ma possiamo scegliere come viverle. Francesco insegna a ricevere, perseverare e donare con generosità, senza cercare solo riconoscimenti e sicurezze. Forse è questo che Francesco può dire ai nostri ragazzi e a tutti noi.
Don Norberto
